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Distretti Rurali come opportunità di sviluppo

IMG 20150623 181532“I distretti: sviluppo locale e tradizioni delle aree rurali”: questo il titolo del convengo che il GAL Innova Plus di Larino ha organizzato a Casacalenda nella sala Caradonio-Di Blasio, nell’ambito del Progetto RED.
Un momento di confronto tra operatori agricoli, associazionismo e istituzioni, su un argomento che potrebbe rappresentare un modello di sviluppo da promuovere nell’ambito del nuovo Piano di Sviluppo Rurale approvato in questi giorni dalla regione Molise.
“Il progetto R.E.D.  – spiega il direttore del Gal Innova Plus Giovanna Lepore - nasce dalla volontà di sette Gruppi di Azione Locale, italiani e francesi, che si sono costituiti in partenariato per realizzare una rete relazionale in grado di agevolare il confronto e lo scambio di buone pratiche intorno al tema dei distretti, intesi come modelli di governance in grado di favorire nei territori rurali uno sviluppo locale di tipo sostenibile, competitivo, integrato, autonomo e duraturo”. Il modello distrettuale in agricoltura e nei sistemi rurali è sicuramente rinvenibile nei Programmi Leader, i cui soggetti attuatori, i G.A.L., erano e sono chiamati a proporre strategie di sviluppo locale, con riferimento ad aree caratterizzate da “identità storica e territoriale omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le vocazioni naturali e territoriali”.

 
Il territorio di riferimento nell’ambito della programmazione 2007-2013 del GAL Innova Plus comprende i comuni di Acquaviva Collecroce, Bonefro, Casacalenda, Civitacampomarano, Colletorto, Guglionesi, Larino, Lupara, Mafalda, Montecilfone, Montelongo, Montorio nei Frentani, Palata, Ripabottoni, Rotello, San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano, Tavenna.
“Con il GAL Innova Plus– dice Giovanna Zammarchi di Iscom Group - sto lavorando per valutare quale processo di aggregazione è più adeguato per mettere a sistema le risorse del territorio. L’obiettivo ultimo è quello di valorizzare le produzioni locali e tipiche, le risorse naturali, le attività agricole, turistiche e imprenditoriali del territorio.
Tale processo va inserito nel periodo di programmazione europea in cui ci troviamo, vale a dire all’inizio della nuova programmazione 2014-2020. Il nuovo PSR della Regione Molise è l’ambito privilegiato e necessario in cui inserire questo processo di messa a sistema delle risorse.”
Ad oggi sono già state realizzate varie fasi di tale valutazione. Si è proceduto prima con una raccolta di dati e informazioni sull’area, per ottenere una fotografia del territorio e conoscere le tendenze in atto, per valutarne fabbisogni, potenzialità e minacce, punti di forza e di debolezza. È seguito un importante processo di partecipazione della comunità, che ha coinvolto un gruppo di opinion leader, di operatori economici, sociali e culturali e gli Amministratori dei Comuni dell’area. Si sta procedendo valutando la strategia, che sarà condivisa durante un  workshop (in corso di organizzazione), che si concretizzerà in un piano operativo di azioni.
Serena Tarangioli, esperta INEA, ha parlato dell’ inquadramento normativo e delle opportunità per lo sviluppo locale dei distretti rurali e agroalimentari di qualità e delle reti di imprese.
A seguire è stata presentata da parte di Alessandro Triantafillydis, responsabile nazionale biodistretti AIAB e presidente del biodistretto “Val di Vara”, l’esperienza del vallata interna dello spezzino ligure Val di Vara, dove l'agricoltura biologica è diventata un elemento valorizzante a partire dalla fine degli anni '90. La conversione degli allevatori locali al biologico ha favorito lo sviluppo dell’economia locale, dell'identità, e della disponibilità alla cooperazione, contribuendo a meritarsi l’appellativo di “Valle del Biologico”, che ha comportato un aumento del flusso turistico nella zona.
 
 
Il Bio-distretto Val di Vara è formalmente e legalmente riconosciuto dal Consiglio Regionale della Liguria, e precisamente dalla Legge Regionale 66/2009.
L’obiettivo generale del Biodistretto è favorire la vitalità rurale, mantenendo un territorio economicamente e socialmente dinamico, attraverso lo sviluppo dell’agricoltura biologica, della multifunzionalità aziendale e dell’indotto turistico e culturale.
Infine, Vincenzo Cerminara, direttore del G.A.L. “Monti Reventino”, ha raccontato il percorso seguito dal territorio calabrese per arrivare alla fase di riconoscimento del distretto rurale e Daniele Ciarlariello, consulente della Regione Molise ha presentato le misure a sostegno delle dinamiche collettive, dell’innovazione e dello sviluppo locale che verranno attivate nell’ambito del nuovo P.S.R.
Le conclusioni sono state affidate all’assessore all’agricoltura Vittorino Facciolla, che ha sottolineato l’importanza del nuovo strumento di programmazione per lo sviluppo rurale ai fini della realizzazione dei percorsi e delle strategie di sviluppo concertate dal territorio.

 

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